Sanremo, già si parla di Amarello ter

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Non c'è due senza tre: Sanremo 2021 deve ancora cominciare ma già si parla di Amarello ter per il 2022. E non sono le voci di corridoio delle scorse settimane, ora sono i diretti interessati a parlarne, naturalmente tra il serio e il faceto. Grazie a Fiorello, che apre 'Domenica in' in collegamento da Sanremo assieme all'amico conduttore e direttore artistico del festival Amadeus è fa un annuncio clamoroso. "Ho lo scoop dell' anno. Ama me lo ha confidato alle 11.30, è venuto in camera mia in pigiama e mi ha detto: io l'anno prossimo voglio fare il Sanremo ter, perché questo è l' anno della rinascita, l'anno prossimo voglio godermi quello del boom". Amadeus ribatte stando al gioco: "E lui mi ha risposto, sappi che non ti lascerò mai". Poi più serio, si rivolge alla conduttrice: "Mara, pensiamo a quello che sta per iniziare". Per riprendere l'argomento in chiusura di collegamento con la Venier che lo incalza sul 2022: "Non confermo e non smentisco", è la conclusione di un Amadeus sorridente e sornione.

Sull'edizione che si apre martedì, Amadeus ne sottolinea il significato di 'svago' per gli italiani fiaccati da un anno di pandemia: "Credo che il pubblico abbia bisogno di leggerezza: sappiamo quello che sta accadendo, Sanremo non risolve i mali del mondo, ma può regalare cinque serate di musica e spensieratezza".

"Sarà un Sanremo diverso dall' anno scorso - sottolinea il direttore artistico e conduttore - perché non ci sarà il pubblico in sala, ma sul palco lo spirito sarà lo stesso dell'anno scorso", aggiunge sottolinea che le sue gag con Fiorello saranno al 70 per cento "improvvisate": "È il gioco che c' è tra di noi. Ci fa ridere sempre", prosegue il conduttore che ammette la sensazione di straniamento nel vedere la città di Sanremo semideserta nei giorni che precedono il festival: "Il contorno è strano, la sera quando esci dopo le prove è deserto, l'anno scorso c'erano migliaia di persone. Ma siamo entrati nella modalità senza pubblico, il nostro pubblico è veramente quello delle persone che saranno a casa e sul palco sarà l' orchestra meravigliosa del festival: quando vediamo le loro reazioni, i sorrisi, quando incrociamo i loro sguardi, diventano il pubblico presente in sala".

Poi il conduttore e direttore artistico ha chiarito ancora una volta perché era importante che Sanremo non si fermasse: "L'Ariston ha la sua magia, è la storia della musica, del costume, del Paese: ecco perché era importante non fermarlo, è un segnale di riapertura verso tutto il settore che ha sofferto. Se non fare il festival fosse servito a riaprire ristoranti, cinema, bar, non avrei esitato a fermarmi, ma dietro ci sono musicisti, tecnici, operai che lavorano, ci auguriamo che sia l' inizio e che possano riaprire anche altri settori".